Basi della fotografia
Il triangolo dell’esposizione, senza gergo
Diaframma, tempo di scatto e ISO influenzano la luminosità, ma ognuno cambia anche l’aspetto della fotografia. L’abilità utile non è memorizzare tre definizioni: è sapere quale decisione prendere per prima.

In breve
- Scegli il diaframma quando conta soprattutto la profondità di campo.
- Scegli il tempo di scatto quando conta soprattutto il movimento.
- Usa gli ISO per rendere possibili le prime due scelte con la luce disponibile.
Diaframma: quanta luce e quanta scena appare nitida
Il diaframma è l’apertura all’interno dell’obiettivo. Un numero f più basso, come f/2.8, indica un’apertura più ampia: entra più luce e lo sfondo può risultare più morbido. Un numero più alto, come f/11, lascia entrare meno luce e di solito mantiene nitida una porzione maggiore della scena.
Questo non rende automaticamente migliore un valore basso o alto. In un ritratto può essere utile separare il soggetto dallo sfondo. In un paesaggio, una foto di gruppo o un primo piano può servire più profondità. Anche la distanza dal soggetto e l’obiettivo utilizzato cambiano il risultato.
Tempo di scatto: congelare il movimento o mostrarlo
Il tempo di scatto è la durata durante la quale la fotocamera registra la luce. Un tempo rapido come 1/1000 di secondo può congelare un’azione veloce. Un tempo più lento come 1/15 registra più movimento, sia del soggetto sia delle mani.
Per un soggetto fermo, un punto di partenza comune è usare un tempo almeno pari al reciproco della focale: circa 1/100 di secondo con un 100 mm. È un riferimento, non una legge. Sensori ad alta risoluzione, movimento del soggetto, tecnica e stabilizzazione cambiano il limite sicuro.
ISO: il compromesso pratico
Gli ISO regolano quanto viene amplificato il segnale registrato dalla fotocamera. Aumentarli permette di usare un tempo più rapido o un diaframma più chiuso con poca luce, ma può aggiungere rumore visibile e ridurre i dettagli recuperabili nelle luci e nelle ombre.
Usa il valore ISO più basso che ti consenta comunque di realizzare la fotografia desiderata. Non temere di aumentarlo se l’alternativa è un mosso indesiderato. Una foto nitida con un po’ di rumore è spesso molto più utile di una foto pulita ma mossa.
Come scegliere le impostazioni nell’ordine giusto
Parti dall’intenzione. Se conta la morbidezza dello sfondo, scegli il diaframma. Se si muovono un bambino, un animale o un ciclista, scegli il tempo di scatto. Poi alza o abbassa gli ISO finché la fotocamera può darti un’esposizione utilizzabile.
La Priorità di diaframma è spesso la modalità più semplice per persone e soggetti fermi. La Priorità di tempi è utile quando il movimento è il problema principale. La modalità Manuale diventa comoda quando la luce è costante e vuoi mantenere invariata l’esposizione tra uno scatto e l’altro. Gli ISO automatici possono essere utili in tutte queste situazioni.
- Ritratto: scegli la profondità di campo, poi verifica che il tempo sia abbastanza rapido per la persona.
- Bambino o animale in movimento: scegli un tempo che fermi l’azione, poi accetta gli ISO richiesti dalla luce.
- Paesaggio a mano libera: scegli abbastanza profondità, controlla che il tempo sia sicuro e poi imposta gli ISO.
Un esercizio di dieci minuti
Metti un oggetto vicino a una finestra, con qualcosa a qualche metro di distanza sullo sfondo. Scatta una foto in Auto come riferimento. In modalità A o Av, crea tre immagini con un numero f basso, medio e alto. Poi usa S o Tv e fotografa una mano in movimento a 1/30, 1/125 e 1/500 di secondo.
Osserva le foto insieme alle impostazioni. Guarda lo sfondo, la mano e gli eventuali cambiamenti nel rumore. Questo breve confronto insegna più di una tabella memorizzata senza contesto.